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Saldatura

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Saldatori stagno:

Per piccole e veloci riparazioni di componenti elettrici, lo strumento di base è il saldatore. Questo è lo strumento grazie al quale si riesce a portare la lega di stagno dallo stato solido a quello di fusione, così da poter collegare due fili di rame tra loro, inserire un componente elettrico in una scheda, oppure congiungere ...

Saldatori stagno:

Per piccole e veloci riparazioni di componenti elettrici, lo strumento di base è il saldatore. Questo è lo strumento grazie al quale si riesce a portare la lega di stagno dallo stato solido a quello di fusione, così da poter collegare due fili di rame tra loro, inserire un componente elettrico in una scheda, oppure congiungere una pista elettrica in una scheda che ha avuto un'interruzione. È composto da una punta di rame che viene riscaldata da una resistenza interna la quale è alimentata dalla corrente elettrica. La potenza del saldatore dipende dalla capacità di questa resistenza. Vediamo quindi insieme come scegliere il proprio saldatore per circuiti stampati.

Come scegliere il saldatore a stagno:

Scegliere il saldatore a stagno dipende da cosa dovete saldare. Se sono componenti elettronici su schede standar DIL, intendo con i buchi dove infilare i componenti elettronici allora la potenza giusta è tra 25 e 40Watt. Se invece dovete saldare cavi elettrici con diametri sopra a circa 5 millimetri allora la potenza dovrà essere maggiore, nell'ordine dei 60 o 80Watt. Spesso si acquista il saldatore a stagno anche per saldare cavi e barre in rame, e la potenza in questo caso dev'essere oltre i 100 Watt.

Per un uso più frequente, invece di acquistare il solo saldatore, è raccomandabile prendere una "stazione saldante" composto da saldatore, porta-saldatore, spugnetta e un regolatore di temperatura per un utilizzo più preciso dello strumento.

Pulire la punta del saldatore

È molto importante tenere la punta del saldatore pulita per evitare che il riscaldamento non sia uniforme sulla superficie di rame, rendendo così complicata la saldatura. Per pulirla basta attaccare il saldatore. Quando la punta sarà ben calda, pulitela con un fazzoletto di carta tenuto chiuso e bagnato con dell'acqua. Se la saldatura assume una forma tondeggiante vuol dire che è stato utilizzato troppo stagno. Se nel punto in cui avete utilizzato il saldatore lo stagno diventa opaco vuol dire che il tempo della saldatura è stata troppo lunga. In entrambi i casi conviene rifare la saldatura: per togliere la saldatura vecchia basta usare una pompetta ad aspirazione apposita.

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